Caterina Fiocchetti & Andrea Rellini

 

Caterina Fiocchetti, attrice brillante e talentuosa ed Andrea Rellini, violoncellista atipico, collaborano da anni insieme portando sui palchi dell’Umbria e d’Italia lo spettacolo “Madonna”, di Caterina Fiocchetti, con musiche originali di Andrea Rellini, ispirato alla vita ed ai testi della “scrittrice contadina” Rina Gatti.

MADONNA

Dai racconti della scrittrice contadina Rina Gatti narrazione per attrice e violoncello di e con Caterina Fiocchetti. Musiche originali di Andrea Rellini
Un viaggio tra le parole, i suoni e le immagini che Rina Gatti ha lasciato nei suoi scritti, un percorso tra i ricordi che questa donna comincia ad annotare all’età di sessantacinque anni, nel momento in cui scopre che può dedicare tempo anche a sé stessa. I ricordi ingenui di una ragazzina che nasce nelle campagne dell’Umbria alle porte della seconda guerra mondiale, fanno strada ad una donna che matura affrontando matrimonio e maternità in un momento storico in cui la società contadina si incontra e si scontra con una prima coscienza politica, la religione, l’ignoranza e con la sempre più pressante necessità di sopravvivere.
Attraverso un linguaggio schietto, semplice, genuino come la comunità agreste che descrive, la scrittrice “muove” l’attrice e dà vita e dignità a valori e caratteri che costituiscono parte del patrimonio genetico umbro e che hanno alimentato una realtà ormai sommersa, ma nei racconti di Rina è facile ritrovare le nostre nonne, zie, madri, in un percorso che ci ricongiunge alle nostre origini.

 

RECENSIONI:

Sandro Allegrini per PerugiaToday

Per “teatri aperti”, eccezionale spettacolo diFiocchetti, al Morlacchi con “Madonna”, dalle opere di Rina Gatti.

Al Morlacchi, per “Teatri aperti”, Perugia ha offerto (a ingresso libero) un’eccezionale performance attoriale con dialogo musicale: il monologo “Madonna”, interpretato da Caterina Fiocchetti, con la complicità dell’ottimo violoncellista Andrea Rellini. Uno spettacolo che vanta un percorso decennale e che è stato messo a punto in ogni suo dettaglio dalla stessa Fiocchetti, in veste di attrice e di regista. Ricordiamo di averne visto una prima realizzazione, già di buona qualità, al castello dell’Isola Polvese. Ma la versione attuale è stratosferica!

Il lavoro è la traduzione teatrale delle opere della scrittrice rurale Rina Gatti, mai troppo lodata, in quanto capace di far rivivere – con la sua pagina semplice e toccante – un efficace spaccato storico e antropologico di civiltà contadina. L’affabulazione di Caterina si muove intorno a momenti di vita che raccontano personaggi, atmosfere, un modo di stare al mondo ormai irrimediabilmente perduto: l’infantile entusiasmo per l’acquisto di una stoffa, le cure materne, l’attraversamento del fiume in piena col fastello di legna.

Segmenti di microstoria di cui è intessuta la vicenda della gente, come Rina, vissuta in tempi che ne hanno segnato duramente l’avventura esistenziale. Tempi non certamente da rimpiangere, se non nel vagheggiamento di valori smarriti. Caterina ride e piange, commuove e fa commuovere. Rellini punteggia con discrezione i passaggi emotivi e narrativi, fino ad accompagnare la sua partner perfino nel canto. Una scena spoglia (due sedie e… il nulla) conferisce autorevolezza e credibilità a un racconto che si può immaginare svolto in una vecchia cucina contadina, “a veglia”, una sera d’inverno.

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Rossella Marchi (Eolo, Rivista online di Teatro ragazzi)

…Interessante anche se, a nostro avviso non per ragazzi, la narrazione di Caterina Fiocchetti dal titolo “Madonna” che nasce dai racconti della scrittrice Rina Gatti, contadina vissuta a cavallo delle due guerre che racconta la sua storia di crescita, attraverso il diventare moglie e madre, l’acquisizione di una coscienza politica e la sua battaglia per l’emancipazione. Molto brava l’attrice che riesce a trasmettere in modo efficace l’urgenza di raccontare che questa scrittrice contadina ha sentito sulla soglia dei suoi 65 anni e che l’ha spinta con grande tenacia a scrivere di sè. Molto ben strutturato anche il commento musicale del violoncello di Andrea Rellini che ben si lega alla parola e contribuisce a rendere speciali i 30 minuti della versione ridotta ai quali abbiamo assistito.